AGNESE MARCASSOLI
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DONNE E MADONNE
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Agnese Marcassoli non è ignara del contesto artistico attuale, ma dispone di una autonomia di giudizio tale da indurla a scegliere tematiche e tecniche piuttosto inconsuete e davvero originali.
Chi, come lei, ha voluto leggere la figura femminile – questo il suo tema predominante – passando coraggiosamente dall’attualità del femminino alla sua quotidianità. Libera da intellettualismi e da imposizioni ideologiche, propone un mondo tutto al femminile con discrezione e con sensibilità, descrivendo una donna amata e coccolata, malinconica e sensuale, prepotente nelle forme spesso esibite, allusiva e mediterranea, provocante e tenera.
Nelle sue “Donne dagli occhi grandi” (così intitola la sua produzione, mediando il titolo di un libro di racconti di Angeles Mastretta che l’autrice legge direttamente in lingua spagnola) il racconto di una vita meno rigida, meno stressante di quanto non si senta oggi, più attenta ai piaceri dell’esistenza, da quelli semplicemente domestici a quelli sensuali.
Non hanno vergogna , le sue donne, di mostrarsi nel corpo, nel viso , nei capelli, nell’anima: perché dovrebbero? Esse ci sono, vivono, partecipano e dunque hanno diritto di mostrarsi, se ne hanno anche il coraggio. Ne scaturisce un prodotto artistico tanto accattivante quanto intrigante, e non solo nelle tematiche ma anche per il curioso recupero
di una tecnica – il pastello - desueta e legata a culture passate.
Nelle sue mani le matite colorate assumono morbidezze settecentesche e sensualità decadenti, gli sfondi si accendono in tessuti ricamati di tradizione liberty, o in foglie d’oro preziose e allusive di un paradiso non necessariamente perduto. Di Marcassoli attira proprio questa grande autonomia di pensiero, la individualità del suo mondo poetico, tanto originale quanto ampiamente condivisibile.
Ne intuiamo l’anticonformismo discreto e perciò più coinvolgente, qualche volta irriverente, ma sempre composto e tecnicamente impeccabile. Con le “sue donne” l’artista ci ricorda uno dei presupposti più antichi e più dimenticati: l’arte è espressione dell’io interiore, è traduzione di emozioni forti, ma è anche gioco e sorriso.
Forse solo una donna poteva dichiararlo con tanta coraggiosa semplicità.
Antonia Finocchiaro

Tra le sue mostre:
1998 - Caffè letterario - Bergamo
1999 - Sala consiliare di Nembro (BG)
1999 - Sala consiliare di Colzate (BG)
2000- Inaugurazione “Malpensa 2000” - Area tecnica - Aeroporto Malpensa
2003 - Circolo culturale “Luigi Minardi” - Bergamo
2003 - Palazzo Loup - Loiano Bologna
2003 - Novembre Culturale - Pradalunga ( BG )
2004 - Sala espositiva della Ditta ART DECO - Brescia
2005 - Collettiva Galleria d’arte 18 – Bologna
2006 - La donna come crocevia di culture - Centro culturale egiziano - Roma
2006 -Donne e madonne (personale) - Collegio Raffaello - Urbino
2006 -Donne e madonne (personale) - Villa Cabella - Annone Brianza (Lecco)

ALCUNE DELLE OPERE IN MOSTRA
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"Madonna con limoni " (2004)
tecnica mista su tavola: acrilico,pastello e craquelé
60 x 60 cm
"Lo sguardo " (2005)
tecnica mista su tavola: acrilico,pastello e craquelé
20 x 30 cm
"Il costume Lilla " (2005)
tecnica mista su tavola: acrilico,pastello e craquelé
60 x 80 cm

CALENDARIO