GIUDITTA SOLITO
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GUARDAMI !
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Uno spazio infinito in cui si riversano desideri e timori, speranze e delusioni di un'anima solitaria. Il desiderio di essere donna, unica, vera e falsa. L'anima si mostra sul viso, gli occhi proiettano la sua luce come una sorgente che nasce dal nulla. Labbra che dicono senza dire, che vogliono senza volere, che baciano senza baciare. Un'anima che emerge lentamente dal suo sonno, si guarda attorno, smarrita, cerca un appiglio. La metamorfosi necessita di tempo, tempo, tempo. Il tempo di un tratto fermo e dagli accostamenti cromatici forti e coraggiosi, che indicano il ferreo dominio di sé. Non si può, non si deve, non conviene. Fa nulla. Lo farò. Quale storia si nasconde dietro questi visi? Una lacrima sta per sgorgare o son io, che piango per lei? Il desiderio di un singhiozzo non concesso, a volte ci fa star male ancor di più. Il dolore è vita e piangendo sappiamo di essere vivi, di amare, di cambiare, di lasciare, ma trovare.
Il gioioso dolore della sconfitta. Visi di donne che qualcuno non ha voluto, colte e fissate per la memoria futura, a trasmettere un messaggio di disperazione. L'Uomo applaude ciò che l'uomo rifiuta. Tutti noi abbiamo un sogno, che muore se lo realizziamo, che resta se lo immortaliamo su una tela. Il pennello, nitido, delinea figure ed espressioni che richiamano i nostri ricordi, le nostre paure, i nostri desideri. Un antico passato riemerge prepotente, sensazioni di eterna seduzione che han vinto cuori freddi e guerrieri. Una Cleopatra assassina di sé stessa o martire di un destino segnato? Nella Dimora d'Eternità, sulle rive occidentali del Nilo, i sogni sono fissati nel tempo, su tele di roccia, per occhi profondi.
Perché quel crudele destino a volte si fa beffa di te, proprio nel momento in cui senti di essere arrivata a destinazione? Vedi la meta, ma questa improvvisamente si oscura, s'allontana, diventando irraggiungibile, tragica, desolata. Come si sente uno strass davanti ad un diamante? Cosa prova nel sapere che sarà sempre il secondo? Sono lacrime quelle che vediamo luccicare sulla sua superficie?
Lacrime come quelle di un robot che non può morire, che invidia chi può amare e che sente la mancanza di quello che può descrivere.
" Un senso di agitazione in petto. Palpitazioni. Il desiderio che tu sia felice. Un'ossessione di te, il piacere di guardarti piegare il mento, di scrutare lo sguardo intenso dei tuoi occhi per il modo in cui tieni quella tazzina di caffé. Il sentirti russare la notte, mentre io sono sveglio. " (Walter S. Tevis da "Futuro in Trance")
Piange il robot, perché sa che non potrà amare.

Francesco de Francesco


Tra le sue mostre:

2006 Collettiva d'arte contemporanea " ...Who's it?...What's it? " a cura di Dina Pierallini - Pietrasanta
2006
Collettiva d'arte contemporanea " Prima Vera Donna " a cura di Dina Pierallini - Biella
2005 Mostra galleria logos Roma "de visu"
2003/2004 Premio celeste di San Gimigniano - Partecipazione nella categoria studenti, finalista nella sezione emergenti collettiva.

ALCUNE DELLE OPERE IN MOSTRA
K
Melania
China Lips 2
Serena

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